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Transition Times

Blind Movie & The End of The World

Due spettacoli multimediali sul Picco Del Petrolio

"Don't worry about the world coming to an end today. It's already tomorrow in Australia."

Charles Schultz

Coproduttori: O ZOO NO, Il Mutamento Zona Castalia, Associazione Culturale OZ (OZ-MOTIC).

Partners: Regione Piemonte, Città di Torino, Circoscrizione 7, Residenza Multidisciplinare Storie di Altri Mondi

Associazione Piemonte delle Residenze, Circolo Dei Lettori Torino.

 

Il tempo della musica di una radio alla fine del mondo. Il Prodotto Interno Lordo, il picco del petrolio. Profezie di poeti, narratori e visionari avveratesi prima del tempo o sconfessate dai tempi che passano. Le visioni di filosofi che sono al centro del nostro tempo. Le pratiche sincroniche di cittadini che perpetuano il sogno e la sua realizzazione. Resilienza. Permacultura. Transizione. Decrescita. E di fronte a tutto questo, le storie quotidiane di gente comune. Transition Times è un progetto multimediale in due eventi (Blind Movie e The End Of The World) che sviluppano una riflessione sul confine tra due epoche. Il confine in cui ci troviamo.

 

Gli Eventi

Blind Movie

Radiodramma dal vivo

Blind Movie al Blah Blah

Regia e Drammaturgia Massimo Giovara

Suono Riccardo Giovinetto

Immagini Damiano Monaco

Con Domenico Brioschi, Massimo Giovara, Stefania Luberti, Guendalina Tondo

Blind Movie è una storia collettiva che descrive l’impatto di una futura crisi petrolifera e del conseguente shock economico globale sulla vita di sei persone. I personaggi principali, una speaker radiofonica, un vecchio attivista  del picco del petrolio, la giovane cameriera di un fast food, un padre rimasto solo col suo piccolo figlio dopo la scomparsa della moglie reporter, sono costretti a confrontarsi con un problema di portata epocale che ci riguarda tutti: la progressiva diminuzione delle riserve di petrolio. Completamente immersi in un sistema  che dipende completamente dai combustibili fossili (esattamente come noi) ,  subiscono l’inevitabile crisi  mettendo a nudo sentimenti e paure personali che li porteranno a intrecciare le loro vite con persone fino a poco tempo prima completamente estranee. Il racconto si sviluppa attraverso veloci dialoghi e commenti provenienti da una radio alla fine del mondo, in una  sceneggiatura cinematografica “da ascoltare”, in cui le immagini fisse proiettate su grande schermo, scansionano e descrivono gli ambienti in cui i personaggi agiscono.

 

The End of The World

Concerto-Reading multimediale

Regia e Drammaturgia Massimo Giovara

Musica Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo (Gianluca Della Torca, Fabio Perugia, Max Viale)

Elaborazioni Video Max Viale

Fonica Tino Paratore

Con Massimo Giovara, Guendalina Tondo, Gianluca Della Torca, Fabio Perugia, Max Viale

Testi Da Philip K. Dick, Arthur C. Clarke, Douglas Coupland, Jean Baudrillard, Slavoj Žižek, Zygmunt Bauman, Michael Ruppert, Morgan Institute for Community Solutions.

Covers  da R.E.M., Laurie Anderson, Skeeter Davis, Louis Armstrong, Cat Stevens.

 

The End of The World descrive una parabola ironica e graffiante sulle grandi paure e cecità di una civilità globale che ancora non è in grado di fare i conti con il proprio passato e che sembra non avere gli strumenti per confrontarsi con le drammatiche sfide poste da un pianeta sovra sfruttato. Viviamo in una ripetizione perpetua dell’ultimo minuto finale, in un “conto alla rovescia all’infinito” (Baudrillard) che ci impedisce di mettere la parola fine ad un’epoca di  disastri umanitari e devastazioni ambientali compiuti all’insegna del profitto. E necessario mettere in moto un processo di riscoperta di valori centrati sui reali bisogno umani e sulle relazioni tra persone.   Il bombardamento mediatico ripetitivo e riciclante, che azzera l’orizzonte temporale e ridicolizza qualsiasi forma di futuro, assume nello spettacolo anche la forma di famose canzoni già sentite, ma diverse, le nostre “cover” sulla fine del mondo. Il messaggio che arriva sempre più assordante dalla radio e dalle tribute bands, sempre più numerose, è che non sarà mai più possibile creare qualcosa di nuovo, possiamo solo ripetere ciò che è già stato fatto perché non c’è più nessuna prospettiva storica e culturale.  Dove stiamo andando? E’ possibile una via d’uscita? I movimenti di transizione che si stanno moltiplicando in tutto il mondo potrebbero essere una delle risposte.

 
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